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Risparmiare: ecco cosa succede quando impari a farlo per bene [Guest Post]

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Ciao sono Giorgia, ti do il benvenuto in questo Condominio.
Qui troverai tips, rimedi, risorse utili, simpatici prospetti e planner per ottimizzare il tempo e gli spazi, nonché consigli utili per una gestione domestica più organizzata.
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Ciao, mi chiamo Loredana Ieraci, sono un’appassionata di risparmio e mamma di 3 meravigliosi bimbi. Come immaginerai, avere tre figli significa diventare maestri nell’arte di far quadrare i conti. Così in questi anni ho affinato diverse tecniche di risparmio che poi ho iniziato a condividere sul sito di bilanciofamiliarepersonale.it.
Oggi sono qui per condividere con te i passi per riuscire a risparmiare di più e vivere una Vita più sicura e Felice.

Far quadrare i conti, risparmiare… Ognuno di noi prova a fare del suo meglio, anche se spesso i risultati, alla fine del mese, spesso non ripagano gli sforzi.

L’ho provato per prima sulla mia pelle: per anni ho messo in pratica un metodo fai da te, basato su tanti piccoli consigli di risparmio e su un bilancio familiare cartaceo in cui segnavo entrate/uscite. Sicuramente mi è stato d’aiuto, ma le cose comunque non andavano come avrei sperato, o per meglio dirla, come avevo bisogno.

Poi un giorno, ad una festa, reincontro un amico che non vedevo da anni e scopro che si occupa di bilancio familiare, che ha creato un Metodo e che c’è molto che posso imparare per gestire meglio il mio modo di spendere.

Da allora molte cose son cambiate ed oggi riesco a risparmiare davvero molto pur avendo uno stile di vita migliore di prima e realizzando più desideri.

Ecco quindi un riassunto del mio metodo di risparmio attuale. Mettilo alla prova e fammi sapere che risultati ti da.

Risparmiare sulla spesa: tutto inizia da qui

Non c’è bisogno che te lo dica io, se ti occupi della gestione della casa sai bene che la voce principale di costo in una famiglia è proprio la spesa per vivere.

Iniziare quindi a risparmiare da questo aspetto può darti ottimi risultati in termini di risparmio. Già, ma come fare a risparmiare anche il 50% senza rinunciare a ciò di cui la tua famiglia ha bisogno e alla qualità? Ecco una serie di consigli utili.

Vai a fare la spesa solo se hai la lista esatta di cosa vuoi comprare

Il primo errore che puoi fare al supermercato è guardare ogni singolo scaffale e non farti sfuggire nulla. Passi, osservi e metti nel carrello tutto ciò che ti sembra utile?
Ricorda: il “tanto prima o poi mi servirà” ti fa comprare cose inutili, facendoti spendere più del necessario.

Man mano che a casa termini qualcosa, scrivilo su una lavagna in cucina, un post-it, sul blocco note del cellulare e crea una lista della spesa. La lista falla più precisa che puoi, indica i quantitativi e la marca, in modo che se dovesse comprare qualcuno al tuo posto possa essere indipendente e non sbagliare.

Seguila scrupolosamente, non devi acquistare nulla che non sia indicato: questo potrà farti risparmiare parecchi soldini.

Due trucchetti?

  • Fai della spesa un momento tuo, vai priva di distrazioni, se puoi senza figli al seguito in modo che potrai farla in maniera rilassata senza capricci o richieste extra;
  • Non fare la spesa a stomaco vuoto, finiresti per comprare ogni cosa che potrebbe farti gola!

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Sfrutta i coupon (sono una vera opportunità!) ma occhio alle maxi offerte!

Chissà se anche tu sei una di quelle che prendono i volantini pubblicitari dalla buca delle lettere e seccata li lanci direttamente nel bidone della raccolta carta.

Attenzione, forse non ti rendi conto che potresti perderti una bella fonte di risparmio. Prova a dargli un’occhiata prima di buttarli. Spesso vengono proposte super offerte fino al 50%.

I generi alimentari a lunga conservazione e prodotti per la persona o l’igiene della casa sono quelli più convenienti. La confezione “gran risparmio” non scade mai o comunque può scadere a distanza di anni e davvero può permetterti di fare scorta per diverso tempo, facendoti spendere la metà.

Attenta ai cibi a breve scadenza: farne scorta potrebbe farti risparmiare subito ma se non riuscissi a consumarli in tempo potresti mandare in fumo il tuo risparmio.

Altro consiglio: a volte l’offerta può essere uno specchietto per le allodole. Impara a controllare i prezzi al Kg, al lt. o al pezzo, in questo modo riesci a capire se davvero una confezione è conveniente. Stessa cosa per il formato famiglia.

Infine, sempre più negozi mettono in pratica la tecnica di vendita di prodotti con scadenza imminente con super sconti fino al 50%: se li mangerai nel giro di un paio di giorni avrai sfruttato un’ottima opportunità di risparmio.

Nei Discount trovi le stesse aziende dei grandi supermercati, soltanto con nomi diversi

I Discount non sono per i poveri. Togli dalla testa questo pregiudizio. Ormai anche le persone più abbienti, che spesso tra l’altro sono quelle che più guardano il portafoglio, fanno la spesa nei discount. Questo perché, grazie alle loro politiche commerciali, riescono a mantenere i prezzi bassi pur mantenendo alta la qualità.

Inoltre i prodotti venduti, spesso in esclusiva, trattano sottomarche che costano decisamente meno ma che hanno la stessa casa produttrice di altri prodotti di marca presenti nella grande distribuzione.

Questo lo potrai constatare leggendo sull’etichetta chi è il produttore.

Frutta e verdura di stagione, costano di meno e sono più buone

Ricorda, la frutta e la verdura si comprano di stagione.

Come mai?
Prima di tutto è più salutare, probabilmente non è congelata o cresciuta in serra e quindi si spera sia più genuina. Inoltre costa meno. I costi di trasferimento sono inferiori, probabilmente proviene dall’Italia e quindi non sono presenti spese di trasporto.

Altro accorgimento è acquistarla sfusa. Per prima cosa nella maggior parte dei casi puoi sceglierla personalmente e quindi eviti di trovare dei pezzi più maturi o deteriorati. Poi, il packaging non viene addebitato né pesato, quindi il costo è inferiore (2 centesimi a parte, addebitati dal 1° gennaio 2018!).

Ultimo consiglio: se puoi, acquista frutta e verdura al mercato e vai verso le ore di chiusura dei banchi. Probabilmente ti verrà dato un maggiore quantitativo ad un minor prezzo. Dovrai solo organizzarti per preparare tutte le verdure entro il giorno seguente dall’acquisto in modo che non si rovinino.

Risparmia sulla spesa facendoti alcune cose in casa.

Cosa posso dirti riguardo all’autoproduzione?

Oltre ad essere accreditata come una Casalinga Dop, dai super poteri, capace di trasformare semplici uova e farina in pasta fatta in casa, torte e biscotti, risparmierai non pochi soldini.

Immagina la colazione in una famiglia media di 4 persone. A casa mia in 3 bambini consumano un pacco di biscotti da 1 kg a settimana. Questo per la colazione, se calcoliamo anche le merende, contando che a giorni alterni mangiano frutta, ci scappa una fetta di crostata a testa. Risultato? Una torta ha una durata massima di quattro giorni.
Ora il calcolo è veloce. Un pacco di biscotti da 1 kg costa circa 3,00 €, due crostate semplici confezionate (piena di conservanti) costano circa 6,00 €, risultato: colazione e merenda hanno un costo di circa 9,00 euro a settimana.
Se le stesse quantità le produci in casa la spesa sarà di circa 5,00 € a settimana, ricavando un risparmio mensile di € 16,00, solo per colazione e merende: in un anno quasi 200 euro!

Ora non sto a farti altri esempi, valuta tu, oltre alla genuinità di ciò che mangerà la tua famiglia, a quanto potrebbe ammontare il tuo risparmio mensile sulla spesa, facendo in casa tutto ciò che puoi.

I Pilastri su cui si basa il vero risparmio

Come ti ho raccontato ad inizio articolo, grazie al mio ritrovato Amico, ho però scoperto che per risparmiare davvero i soli consigli sul risparmio non bastano.

Per fare davvero sul serio bisogna prima di tutto cambiare mentalità e poi seguire una serie di regole precise sul modo di gestire le proprie entrate/uscite.

In cambio riceverai più risparmi, ma soprattutto più sicurezza economica e più capacità di realizzare i tuoi desideri.

Che ne dici, può valerne la pena? Magari in questo momento non lo credi neanche tanto possibile, ma è proprio così; quindi fidati se ti dico che ne vale assolutamente la pena di metterci dell’impegno.
“Loredana, quali sono queste i passi da seguire?”. Vediamoli.

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1.Ricorda: risparmiare è da Ricchi

La regola fondamentale per poter iniziare davvero a fare la differenza è capire che risparmiare è da ricchi e che sono proprio i ricchi i migliori risparmiatori.

Ti è mai capitato di vedere una persona benestante risparmiare un euro e pensare “ma che taccagno”? In realtà i ricchi sono tali perché sanno spendere bene i loro soldi… guardando che anche il singolo euro non venga sprecato.

La tua Vita cambierà quando metterai da parte i pregiudizi e inizierai a vedere il risparmio come qualcosa di “figo”, qualcosa che ti consentirà delle soddisfazioni in più, ovvero di realizzare i nostri veri bisogni/desideri.

P.S. Se stai pensando “e va beh ma i ricchi guadagnano di più per loro è facile”, credimi in parte è vero. Ma quello che ho scoperto è che spesso i ricchi guardano di più all’euro speso di chi fa fatica ad arrivare a fine mese. Quindi c’è da imparare.

2.Segui l’obiettivo di soddisfare un tuo desiderio o eliminare un problema

Perché risparmiare? Hai bisogno di eliminare un debito? Vorresti mettere da parte dei risparmi che ti facciano sentire al sicuro? O magari hai bisogno di avere i soldi per una vera e propria coccola?

La risposta giusta si trova dentro di te e può fare tutta la differenza del caso.

Scegli qual è il tuo prossimo desiderio, scrivitelo e poi lavora per avere i soldi necessari a soddisfarlo. La cosa importante è che tu abbia ben chiara nella tua mente l’immagine del desiderio che vorresti esaudire e quanto vale economicamente.

Questo ti darà la giusta motivazione risparmiare con costanza.

NB. Prendi proprio adesso un foglio, fai una lista dei tuoi desideri e poi numerali per capire quale esaudire prima e quale dopo.

3.Risparmia appena guadagni, non a fine mese

Vuoi essere sicura di mettere da parte risparmi con costanza? Allora ogni volta che hai un’entrata metti da parte almeno un 5%. Questo è il sistema di risparmio dei ricchi: risparmia subito, a monte delle spese e poi cerca comunque di risparmiare alla fine del mese.

4.Sappi in ogni momento quanto puoi spendere, con esattezza

Nel metodo che ho imparato questa cifra si chiama: budget disponibile.

Per farla semplice: a inizio mese segnati quanto soldi hai per vivere, fatto ciò sottrai tutte quelle spese che sicuramente dovrai sostenere nei prossimi 30 giorni. La cifra che ti rimane è ciò con cui dovrai vivere: spesa, vestiti, divertimento e tutto il resto.

Ricordati che questa cifra, ovvero il budget disponibile, va aggiornata ad ogni spesa così in ogni momento saprai con esattezza quanto ti rimane da spendere fino alla fine del mese senza paura di far saltare i tuoi piani.

5.Continua a migliorarti

Quelli che hai appena letto sono i consigli da cui partire e che possono farti migliorare di molto il tuo modo di risparmiare.

Il passo successivo? Un buon bilancio familiare. Oggi è uno strumento di cui non potrei più fare a meno, perché grazie a lui ho il controllo e la capacità di essere veloce nel realizzare i miei desideri, sentendomi al tempo stesso al riparo dai problemi economici.

Bene spero di esserti stata utile. Se ti va lascia un commento e fammi sapere se già usavi qualche tecnica di cui ho parlato o se magari ne usi altre che vuoi suggerire. Ti risponderò con piacere. Buon Risparmio.

Loredana

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Filtrissimo: liberi e felici di godere il proprio giardino [Guest Post]

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La zanzara è un insetto fastidioso per vocazione ed è anche vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra cui la Chikungunya, la Dengue, la febbre Gialla ed alcune Encefaliti pericolose per l’uomo.

Le zanzare sono la causa di morte più frequente per l’essere umano rispetto ad ogni altra specie animale. Hanno un olfatto acuto perché percepiscono il nostro odore a più di 100 metri di distanza. Gli elementi che ci rendono riconoscibili sono rappresentati dall’attività fisica perché le zanzare percepiscono l’acido lattico e altre sostanze chimiche espulse con il sudore, dall’alcol perché aumenta la temperatura corporea ed infine dalle colonie batteriche che risiedono nelle caviglie e nei piedi.

Il loro habitat naturale è rappresentato dalle acque stagnanti e non necessita di una gran presenza d’ossigeno per potersi riprodurre. Il ciclo riproduttivo parte dall’acqua e ritorna all’acqua oltre che essere molto breve e raggiungere il picco durante l’estate.

Spesso non si fa abbastanza per sconfiggerla, perché l’azione che mediamente si esegue per contrastarla punta solo a limitarne tutte le situazioni ed i comportamenti che ne facilitano la sua diffusione.

La presenza della zanzara altera quindi le abitudini delle persone, ostacolandone la sosta nelle aree verdi ed all’esterno delle abitazioni nelle ore più fresche della giornata.

Come difendersi?

Filtrissimo è un prodotto brevettato che si serve del funzionamento automatico o manuale degli impianti d’irrigazione per contrastare la presenza fastidiosa ed irritante della zanzara. L’eliminazione dell’insetto non avviene solo nella sua fase adulta, ma già a livello dei ristagni e delle pozzanghere nello stadio larvale, in poche e semplici mosse svolgendo quindi anche un’azione preventiva. E’ costituito da una cartuccia compatibile con tutti i filtri presenti sul mercato, oltre che da un flacone monodose di prodotto concentrato ed un adattatore ad imbuto necessario per il suo caricamento.

La cartuccia è in grado di durare per circa un mese per irrigare un’area di giardino di circa 150 mq, ciò dipende dalla frequenza delle irrigazioni.

Il dispositivo non necessita di un allacciamento alla rete elettrica per poter Filtrissimofunzionare poiché è munito di un autonomia anch’essa avente una durata massima di 30 giorni.

Si sottolinea quindi di come sia compatibile con la maggior parte degli impianti d’irrigazione già esistenti e può essere installato con facilità da chiunque. Esso ha l’obiettivo di proteggere le persone e gli animali domestici senza recare danni collaterali ed è adatto anche per le terrazze.

Non solo. Filtrissimo diffonde anche sulla superficie irrigata additivi per la cura e la crescita del manto erboso come fertilizzanti, senza nessun rischio di sovra dosaggio. Questo perché la diffusione della dose di prodotto ad ogni ciclo di irrigazione avviene in modo ottimale e regolare. Servendosi quindi dell’additivo specifico lo si può utilizzare per una molteplicità di scopi.

Nel sistema d’irrigazione fuori terra di carattere manuale per esempio, Filtrissimo è munito di un sistema di gestione di 3 posizioni distinte:

  1. Posizione BY-PASS, in cui l’acqua scorre libera senza caricarsi di alcun principio attivo.
  2. Posizione OFF, non c’è nessun passaggio d’acqua anche se l’impianto idrico è aperto ed infine
  3. Posizione FILTRISSIMO, l’acqua viene caricata di principio attivo attraversando la cartuccia.

guest postFiltrissimo tutela la sicurezza di chi ne fa uso e dell’ambiente non avendo rivali nel campo della disinfestazione.
Il contatto accidentale con il prodotto concentrato viene impedito dalla conformazione della cartuccia e dalla semplicità dell’allestimento.
L’acqua attraversa la cartuccia, per prelevare una quantità di prodotto concentrato ed erogarlo equamente sulla superficie del giardino durante l’irrigazione.

Filtrissimo aiuta a riappropriati della tua oasi verde perché deve essere una fonte di relax, idee e pace e non più un luogo in cui dare la possibilità agli animali infestanti come le zanzare, le cimici o le formiche di proliferare.

Il cambio stagione: approfittane per riordinare il guardaroba una volta per tutte [Guest Post]

riordinare il guardaroba
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Ciao sono Giorgia, ti do il benvenuto in questo Condominio.
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Ciao, mi chiamo Luisa Pasqualini e sono un’insegnante di modellistica e tecniche di confezione in una prestigiosa scuola di Milano.

Una delle mie più grandi passioni è la sartoria, che negli anni è diventata anche il mio lavoro.

Oggi voglio raccontarti qualcosa che ho imparato negli ultimi anni riguardo al cambio stagione.

Partiamo da un dato di fatto: per ogni donna il cambio di stagione è un pensiero eccitante quanto l’idea di accompagnare la prozia dall’otorino.

Possibile che non ci sia un modo migliore di spendere il nostro tempo?

È arrivato il momento di trovare un modo definitivo per riordinare il nostro guardaroba e dire addio alle ansie da cambio di stagione.

Di solito succede così

Molte di noi iniziano tirando fuori con le prime domeniche di sole un paio di vestiti leggeri, e così si prosegue per alcune settimane, finché a causa del sovraffollamento dell’armadio o di temperature troppo alte si prende coraggio e si affronta l’inevitabile: ridividere i capi leggeri da quelli pesanti, poi dividere questi ultimi in capi puliti (che sono gli unici che tornano già nell’armadio) e in capi da arieggiare, da portare in lavanderia, da lavare a mano…

Nella migliore delle opzioni, questi capi vagheranno per casa ancora per qualche settimana!

La mia amica Anna finisce a settembre di lavare a mano i maglioni di lana smessi a marzo, per poi riprenderli un mese dopo.

Le più determinate affrontano tutto il processo in un weekend, da cui escono talmente sconvolte (come la mia mamma, che ogni volta sembra abbia combattuto una guerra).

In effetti è un po’ così, perché spesso i capi non hanno un posto definito ma ogni anno ne troviamo uno nuovo e poi ce lo scordiamo, e quindi prima si avvia un’infinita ricerca dei vestiti primaverili ed estivi messi via in tempi diversi e con criteri diversi, e “chissà la mia bella gonna corallo dove l’ho cacciata”..e poi si impazzisce per pulire e riporre molti capi in uno spazio sempre troppo piccolo, sperando questa volta di farlo in maniera più razionale per non ritrovarsi nella identica situazione tra sei mesi.

Si può gestire diversamente il guardaroba?

Nemmeno io amo il cambio stagione, come tutte. Ho però trovato alcuni stratagemmi che mi permettono di superarlo indenne e anzi di ridurre al minimo le operazioni di cambio-armadio.

Innanzi tutto penso che la maggior parte dei capi che compongono i nostri guardaroba dovrebbero essere privi di stagionalità. La temperatura interna nella maggior parte degli uffici si aggira tutto l’anno tra i 20 e i 24 gradi, perciò abiti di medio peso andranno bene per 8-9 mesi su 12, ad eccezione probabilmente di quelli molto caldi (in quelli freddi, aggiungerei sopra una giacca o cardigan).

Solo applicando questo semplice trucco  il cambio di stagione si riduce di molto!

Inoltre, penso che questo sia il momento giusto per fare un po’ di decluttering, cioè di liberarsi dei molti capi superflui che affollano i nostri armadi (ti spiego come fare qui).

Riporre nel modo migliore i capi invernali

Alcuni capi invernali sono purtroppo inevitabili, almeno alle nostre latitudini.

Ecco dunque alcuni suggerimenti per prendervi cura al meglio dei vostri abiti invernali:

Cappotti

Pulite i cappotti, portandoli in lavanderia o passandoli con un panno imbevuto di acqua e ammoniaca, e poi lasciandoli arieggiare un paio di giorni per rimuovere l’odore.

A questo punto riponeteli appesi e abbottonati su grucce sagomate per preservare la forma delle spalle.

Dovrebbero stare in un’anta dell’armadio che chiude bene (o in alternativa riposti in custodie porta abiti) con un sacchettino antitarme (acquistato o in versione fai da te)

Piumini

I piumini e i giubbotti in tessuto tecnico avranno lo stesso lo stesso trattamento, rispettando le indicazioni di lavaggio riportate sull’etichetta ma con la differenza che non essendo capi in lana non ci sarà da temere l’attacco delle tarme

Maglioni e cardigan

Per maglioni e cardigan in lana o misto lana, bisogna armarsi di un po’ di pazienza: la migliore opzione è lavarli a mano in acqua tiepida, lasciandoli un po’ in ammollo.

Per asciugarli, invece di strizzarli forte è bene avvolgerli in un vecchio asciugamano per assorbire l’acqua in eccesso, e poi farli asciugare appoggiati su una superficie piana, ma in modo che non siano a diretto contatto con fonti di calore (dunque non direttamente sul termosifone).

Una buona alternativa al lavaggio a mano è quello in lavatrice, in acqua fredda (30°) e senza centrifuga, seguendo le stesse indicazioni per l’asciugatura. In questo modo non stressiamo le fibre, non le distorciamo né le allunghiamo, come avverrebbe stendendo i capi in modo tradizionale.guest post

Una volta asciutti, possiamo riporre i maglioni con un antitarme in un’anta che chiude bene o, ancor meglio, in scatole o contenitori di tessuto che proteggono le fibre pur lasciandole respirare (al contrario delle buste in plastica)

Abiti, giacche e pantaloni

Per gli abiti, le giacche, i pantaloni di tessuti di lana o misto lana valgono le stesse regole: a seconda delle indicazioni riportate sull’etichetta si possono portare in lavanderia, passare con una soluzione di acqua e ammoniaca o lavare a mano, e poi riporre con un adeguato antitarme.

È fatta!

A questo punto la maggior parte del lavoro è conclusa, bisogna solo decidere dove riporre i vari capi all’interno dell’armadio (qui trovi una guida che ho scritto per aiutarti in questo compito).

Io consiglio di dividerli in categorie ( abiti, maglioni, cardigan, pantaloni…), fare una rappresentazione schematica delle ante dell’armadio su cui annotare in posizione le varie tipologie e appenderla all’interno della prima.

In questo modo se quest’estate dovesse servirci il golf grigio perchè stiamo programmando un weekend in Norvegia non impazziremo a cercarlo dappertutto!

Buon lavoro (e vi auguro ottimi weekend di vacanza!)

PS: Se questo articolo ti è piaciuto, e vuoi prendere il pieno controllo del tuo guardaroba, perché non dai un’occhiata a questa guida?

Profumo fai da te: Come creare il tuo profumo in casa con gli Oli Essenziali [Guest Post]

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Quanto conosci gli oli essenziali? Come si fa a fare i profumi in casa?

Oggi parleremo proprio di questo e, dopo una breve introduzione normativo-produttiva, entreremo nel dettaglio dandoti tanti consigli pratici per realizzare già da subito il tuo profumo personalizzato.

Al rientro dalle vacanze tornano le pulizie. Scopa elettrica o aspirapolvere? [Guest Post]

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Le pulizie di casa sono il cruccio di qualunque donna.

Il lavoro poi diventa ancor più faticoso al rientro dalle vacanze, perché riprendere le normali attività indubbiamente non è indolore, ma purtroppo il dovere ci attende e più di tanto non è possibile rimandare.

Dopo il meritato riposo estivo, sebbene la voglia comprensibilmente scarseggi, è arrivato il momento di rimettere tutto in ordine: dopo aver disfatto le valigie, fatto lavatrici, aver stirato e riposto nel guardaroba ogni cosa, non ci resta che passare alle grandi pulizie ed iniziare ad aspirare e a pulire i pavimenti!

Questo compito però se si opta per l’attrezzatura più performante possibile e soprattutto per quella più adatta alle nostre esigenze ed ai nostri spazi, può essere meno gravoso e più veloce del previsto.

Oggi possiamo decidere che tipologia di aspiratore acquistare, poiché oltre ai classici esemplari a traino, che possono essere con o senza sacco, troviamo le scope elettriche, con o senza filo e perfino i robot, in grado di pulire (almeno in parte) al nostro posto!

Vediamo brevemente di capire se è meglio affidarsi ad un’aspirapolvere o ad una scopa elettrica, analizzando pregi e difetti di entrambi.

L’aspirapolvere a traino: la scelta ideale per le grandi pulizie

aspirapolvere-a-traino

 

L’aspirapolvere tradizionale, a traino, o a carrello che dir si voglia, è di gran lunga il modello più comune ed il più indicato per le “grandi pulizie”. È formato da due parti distinte: la spazzola, ovvero quella parte che normalmente poggia a terra, che pulisce i pavimenti e che manovriamo in quanto collegata ad un asta regolabile e mediante un tubo flessibile al resto dell’elettrodomestico, ovvero al corpo macchina che poggia a terra ed è la parte più pesante ed ingombrante del tutto, dotata di ruote per muoversi, seguendoci in giro per la casa ed al suo interno comprende sia il motore che lo sporco raccolto.

Sebbene in commercio si trovino aspirapolvere a traino di ogni tipo: dai modelli più basici e compatti, ai più grandi e super accessoriati; da quelli più potenti a quelli meno; alcuni con ed altri senza sacco; dai più risparmiosi a quelli più dispendiosi in termini energetici e ve ne siano anche di molto economici, così come di estremamente cari; in tutti i casi gli aspirapolvere a traino sono in grado di rimuovere ogni tipo di sporco, da tutte le superfici, sia di pavimento (come parquet, ceramica, ma anche moquette e tappeti) che non, potendo ad esempio trattare anche i divani.

In tutti i casi sono semplici da utilizzare, potenti e decisamente versatili, anche in virtù degli accessori normalmente forniti in dotazione, permettono di raggiungere facilmente gli angoli più nascosti e le parti più alte della casa.

La scopa elettrica: una valida alternativa per spazi ridotti o situazioni particolari

In genere la scopa elettrica può essere considerata una valida alternativa alla tradizionale aspirapolvere a traino, ma più per un utilizzo quotidiano, per piccoli interventi e per mantenere i pavimenti sempre in ordine, piuttosto che per effettuare grandi pulizie.

Visivamente si sviluppa con un corpo unico che racchiude tutte le sue parti al proprio interno e per questo motivo si rivela decisamente più leggera, più pratica, rapida e maneggevole di un aspirapolvere a carrello, rispetto alla quale è meno potente e costa anche molto meno.

Non è adatta ad utilizzo prolungato, perché a lungo andare manovrarla è stancante e faticoso (visto che si movimenta tutto il corpo macchina); ma in taluni frangenti, come ad esempio nella pulizia delle scale, si rivela ottimale perché compatta e non eccessivamente pesante da sollevare; altro pregio è che in molti casi avendo a che fare con modelli a batteria non si è vincolati dal filo della corrente e ci si può muovere più liberamente.

Il limite maggiore della scopa elettrica è che con essa non è possibile raggiungere le superfici più alte e guest postnormalmente non vi sono accessori particolari in dotazione, per cui è bene sapere che con un elettrodomestico di questo tipo, normalmente (con le dovute eccezioni) si possono solo passare i pavimenti!

Se si cerca qualcosa per le pulizie del rientro dalle vacanze di certo un modello classico è meglio!

Non ci resta, ahimè, che auguravi buon lavoro e ben tornati a casa.

Risparmio sostenibile e solidale: fai felice un bambino al costo di un caffè [Guest Post]

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Quanto spesso ci capita di ritrovarci con il portafoglio vuoto, senza ricordarci neppure come abbiamo speso i nostri soldi?

Durante il corso della giornata facciamo tanti piccoli acquisti che non sono realmente necessari, quando basterebbero sforzi minimi per economizzare e fare del bene per gli altri.

Con i soldi risparmiati puoi fare la differenza nella vita di uno dei bambini di SOS Villaggi dei Bambini, adottandolo a distanza.

E allora, ecco una lista con qualche utile consiglio.

#1 Se sei amante del caffè, perché non lo prepari a casa, magari portandolo a lavoro con un thermos, invece che consumarlo al bar?  Un euro al giorno risparmiato.

#2 Piuttosto che la classica pizza fuori, perché non organizzare una cena tra amici, in modo che ognuno possa portare un piatto preparato con le sue mani? Proponi di farla a tema e aggiungerai un tocco di fantasia e originalità alla serata. Salverete qualche soldo per fare qualcosa di diverso dalla noiosa cena di fine weekend.

#3 Il web ci dà la possibilità di dare una mano alla natura, guest postleggendo il quotidiano online. Invece che contribuire al consumo della carta puoi tranquillamente sfogliare in rete il tuo giornale preferito, senza spendere un euro.

#4 Viaggiare tutti i giorni in macchina è costoso, oltre che dannoso per l’ambiente. I mezzi pubblici sono una valida alternativa, economica ed eco friendly, che ti eviterà lo stress del guidare in mezzo al traffico cittadino o di impazzire alla ricerca di un parcheggio. Se il tuo posto di lavoro non è raggiunto da autobus o treni, c’è sempre l’opzione del car pooling: a turno, metti a disposizione la macchina con i colleghi. Viaggerete in compagnia e non sarete costretti a usare l’auto ogni giorno, economizzando sul carburante e sulle spese di manutenzione.

Bene, adesso hai tutte le dritte per avere qualche euro in più a fine mese. Perché non destinarli per cambiare la vita ad un bambino? Scopri di più sull’adozione a distanza.

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Produrre la propria birra? È tutta una questione di chimica [Guest Post]

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Schiuma densa e morbida, bollicine dalla grana finissima, gusto pieno: la birra è una bevanda dalle origini antichissime, ma grazie alla sua versatilità conserva inalterato il proprio appeal.

E se fosse tutta una questione di chimica?

La recente moda delle birre artigianali ha creato ovunque folti gruppi di seguaci, pronti a concedersi senza remore a bionde e rosse provenienti da tutto il mondo. Sempre più persone si improvvisano mastri birrai, che si affidano a kit di fermentazione e composti di luppolo e malto d’orzo adatti alla preparazione fai-da-te di questa preziosa bevanda.

Ma come nasce veramente la birra? Scopriamolo assieme!

Dall’orzo al maltosio

Il mix di ingredienti che caratterizza una birra costituisce un equilibrio speciale, che dà vita al sapore unico di ciascun prodotto. Alla base di ogni preparazione si annovera il malto d’orzo, ottenuto a partire dai germi del cereale. Questi, una volta riscaldati ed esposti al calore, portano alla trasformazione dell’amido in maltosio.

Si tratta di una fase molto delicata, perché la quantità e la durata di questa seconda esposizione (detta torrefazione) determinerà il colore e il sapore del malto: le birre bionde saranno ottenute da malti chiari, mentre malti più tostati daranno vita alle birre scure.

La preparazione del mosto

Il malto torrefatto viene ridotto in polvere e mescolato ad acqua calda, che costituisce l’ambiente ideale per la successiva fase di fermentazione.

Gli zuccheri residui terminano il loro processo di trasformazione in maltosio e il mosto è portato a ebollizione in apposite caldaie di rame, con l’aggiunta di altri ingredienti – come il luppolo – che contribuiscono a creare delicate sfumature di sapore che rendono ogni miscela unica. Ultimata questa fase, infine, si porta la temperatura a un livello ottimale per la fermentazione.

Dove avviene la magia: la fermentazione della birrapexels-photo-large

La fase più magica della preparazione della birra avviene con l’aggiunta del lievito al mosto di malto. È qui che avviene la scissione del maltosio in glucosio, con la compartecipazione del nostro caro vecchio amico ossigeno.

La birra non ancora fermentata contiene naturalmente ossigeno, ma eventualmente è possibile aggiungerne in diverse quantità al mosto attraverso appositi macchinari chimici alimentari, per agevolare i normali processi di trasformazione. 

Una volta che tutto l’ossigeno presente nel mosto è stato consumato dalla reazione, il lievito termina la sua riproduzione e ha inizio la seconda fermentazione, che avviene in assenza di ossigeno. Durante questa fase, tutti i carboidrati fermentabili si trasformano in alcol.

La reazione avrà fine solo quando questi si saranno esauriti o l’alcol stesso avrà raggiunto una concentrazione tale da inibire il processo chimico. La bravura del mastro birraio consisterà proprio nella capacità di padroneggiare queste fasi, intervenendo con l’aggiunta di ingredienti e cambi di temperatura al momento opportuno.

Ora non rimane che lasciare alla birra il tempo necessario per ottenere il sapore e la corposità ottimale. Ma non potrà dirsi veramente pronta finché non si raggiungerà la fase più importante… quella dell’assaggio assieme ai propri amici!

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Lenzuola di cotone: il lavaggio perfetto [Guest Post]

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Ciao sono Giorgia, ti do il benvenuto in questo Condominio.
Qui troverai tips, rimedi, risorse utili, simpatici prospetti e planner per ottimizzare il tempo e gli spazi, nonché consigli utili per una gestione domestica più organizzata.
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Le lenzuola di cotone si contraddistinguono per la loro resistenza e lavabilità.

Può accadere però che si lavino ad una temperatura sbagliata e si rischia di rovinare il tessuto leggero che le contraddistingue.
Eccovi alcuni consigli per lavare al meglio le vostre lenzuola di cotone.

Il lavaggio perfetto delle lenzuola di cotone

Le lenzuola di cotone andrebbero lavate a mano, proprio come si faceva tanto tempo fa, per evitare che le fibre si restringano. Il lavaggio perfetto delle lenzuola di cotone consiste nell’utilizzare esclusivamente acqua fredda senza usare particolari profumi o prodotti molto forti a meno che non ci troviamo di fronte a delle macchie. Per evitare che queste lenzuola dal tessuto leggero si rovinino, si può usare il borotalco diluendolo nell’acqua fredda: si crea, in questo modo, una crema nella quale il capo deve stare ammollo e poi si passa al risciacquo e all’asciugatura!lenzuola di cotone

Non dimenticare mai

  • In lavatrice i capi di cotone devono essere lavati ad una temperatura massima di 30°
  • Utilizzare un detersivo liquido e delicato, con ammorbidente
  • Lavare in modo corretto le lenzuola di cotone fa si che queste durino di più

Per rendere più profumate le vostre lenzuola di cotone potete utilizzare un profumo per il bucato

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Veronica Belcastro | Web Content Writer

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