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Category Archives: tecniche

Di che farina sei fatto?

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Ciao sono Giorgia, ti do il benvenuto in questo Condominio.
Qui troverai tips, rimedi, risorse utili, simpatici prospetti e planner per ottimizzare il tempo e gli spazi, nonché consigli utili per una gestione domestica più organizzata.
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Fino a qualche anno fa non mi domandavo affatto se il pane o la pasta che acquistavo fossero fatti di una farina diversa dalla comune 00.

Anzi, nel carrello della spesa, la farina 00 è sempre stata presente. Così pure nella mia dispensa. Per fare una torta, un impasto, la pizza, ecc

Poi pian piano nei supermercati si sono affacciate le farine cosiddette “speciali”. O forse  c’erano già da prima e io non le avevo notate. Sta di fatto che adesso se devo fare la pizza in casa mi ritrovo davanti allo scaffale del supermercato con sguardo catartico a leggere le etichette, la produzione, i principi nutritivi, la loro destinazione d’uso.

Quindi ho trovato la farina integrale, di semola, di manitoba, specifiche per la pasta, i biscotti, la numero 1, la farinanumero 2, la 0, grano tenero, grano duro, ecc ecc

Vogliamo poi parlare dei reportage televisivi, delle pseudo-informazioni scorrette e/o parziali prese da internet, peggio ancora dai social network?

Ho smesso di comprare farine. Sono tornata alla mia farina di grano tenero 00 perché le informazioni in giro erano troppo caotiche e contraddittorie. Lasciavano spazio a troppi dubbi: la farina bianca, la 00, è davvero così nociva? Le farine integrali sono invece le migliori in assoluto?

A rispondere alle mie (e alle vostre!) domande un appuntamento di informazione affidabile, completo e trasparente in grado di sfatare alcuni falsi miti sulle farine.

Il Convegno si terrà il 23 gennaio alle ore 11, nell’ambito del SIGEP, la grande manifestazione Food di Rimini Fiera.

Infofarine.it è un sito realizzato con lo scopo di far chiarezza sul mondo delle farine alimentari. E per questo motivo il 23 gennaio, a Rimini, sarà rappresentato da autorevoli esperti pronti a rispondere ad ogni vostra domanda.

Partecipate al Camp o seguitelo in Streaming per avere le risposte a tutti i vostri dubbi!

E tu, di che farina sei fatto?

 

Potere del riordino a me!!

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giorgia

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Ebbene sì, alla fine ci sono caduta anch’io nel… Magico Potere del Riordino.

Appena uscito, lo confesso, il titolo del libro non mi ha entusiasmato, quindi non sono stata per nulla tentata dall’acquisto. In seguito, riflettendo meglio, ho pensato che forse era la traduzione letterale del titolo a non incuriosirmi.

Il magico potere del riordino

…proprio io, che ho sempre sostenuto che le pozioni magiche e gli incantesimi per sfaccendare restano nella favola di Cenerentola.

A casa, che lo vogliate o no, ci vuole volontà, creatività e tanto tanto olio di gomito!

Poi ho cominciato a leggere varie recensioni in giro, “un modo rivoluzionario di ordinare”, “finalmente ho una casa vivibile e ordinata”, “l’avessi letto prima!”…e si sa come sono facilmente influenzabile, …quest’estate, prima di partire, ho cliccato su Amazon e dopo 48 ore avevo il mio libro in valigia.

Inutile dire che sono rientrata dalle vacanze bella carica, con tanta voglia di fare e soprattutto di ordinare. Mentre da una parte riconosco l’entusiasmo che mi ha trasmesso in poche pagine di lettura, dall’altra mi gongolavo pensando che dopotutto i consigli di Marie Kondo in realtà già li conoscevo e mettevo in pratica. Evidentemente in un’altra vita vestivo col kimono e andavo ciabattando sul tatami perché, con tutto il rispetto per l’autrice del libro, anch’io penso che ogni cosa ha il suo posto, e c’è un posto per ogni cosa, e tirar fuori tutto dall’armadio prima di fare il cambio di stagione è l’unico modo per tenere ordinato il guardaroba. E, inoltre, che buttare/regalare senza rimpianti vecchi vestiti e oggetti farà tornare in noi la voglia di rinnovamento e tanta sana euforia.

Insomma sono contenta e compiaciuta che anche i miei “metodi casalinghi” siano in qualche modo approvati e sottoscritti da un’esperta del “declutter selvaggio”!

Consiglio di leggere questo libro a coloro che cercano uno stimolo per iniziare, per quelli che non riescono a “staccarsi” da cose e indumenti e che sono sommersi dal caos ogni giorno. Sarà utile sapere come riporre e ordinare se fino ad ora il disordine ha regnato in casa vostra.

Un po’ meno utile a chi ha già un’indole ordinata e composta, a chi riesce ad avere la casa come quella delle riviste patinate, a chi non ha bisogno di consigli. (esiste davvero costui?)

riordino

Ho analizzato qualche punto e che vorrei confrontare qui con voi, vi va?

Non riuscirete mai a tenere in ordine la casa se nessuno vi ha insegnato come si fa.

Non sono d’accordo

Non è vero che mettere in ordine tutto in una volta crea un effetto boomerang.

Un po’ d’accordo e un po’ no

Se avete l’abitudine di mettere a posto un po’ alla volta, la vostra casa non sarà mai in ordine.

Non sono d’accordo

Decidete la collocazione per ogni cosa

Sono d’accordo!

Tutto quello che occupa spazio nella stanza va spostato nell’armadio

Sono d’accordo!

Passare la vita circondati dalle cose che vi piacciono vi rende felici

Sono d’accordo!

Libri mai letti: il giorno in cui deciderete di leggerli non arriverà mai.

Vorrei non essere d’accordo!

Vietato giustificare con “è un peccato buttarlo” la scelta di declassare qualcosa ad abbigliamento da casa

Sono d’accordo!

Disponibile su Amazon in formato Kindle o cartaceo

 

Yogurt, poca spesa e torni in forma

yogurt poca spesa
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giorgia

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Lo Yogurt a parere mio è uno degli alimenti più facile (e gustoso!!) da assumere per seguire una dieta equilibrata.

Primo perché basta abbinarlo ad una frutta oppure all’insalata, o ancora al pollo o carne come sostituto della maionese e il gioco è fatto. Per non parlare di come si abbina bene ai cereali, alla cioccolata e alla frutta secca per eventuali “dolci” di fine pasto.

Il secondo motivo è quello di poter “produrre” in casa i litri di yogurt necessari alla famiglia.yogurt poca spesa

In casa nostra, infatti, se ne consuma molto. Soprattutto amiamo il gusto sfizioso del Muller Mix ma, aihmè, tutto è fuorché dietetico ed economico. Così con una piccola spesa iniziale, acquistando una semplice Yogurtiera, da diverso tempo, “produco” in casa il mio yogurt cremoso.

Occorrente:

  • latte (quasi un litro). Si può utilizzare il latte fresco o quello a lunga conservazione, intero o parzialmente scremato per la versione light.

  • un vasetto di yogurt bianco da 125gr.

La marca non importa ma controllo bene le scadenze del latte e dello yogurt, che non siano imminenti. Occorre seguire le istruzioni indicate dalla yogurtiera acquistata. Nella mia c’è scritto di lasciare il latte e lo yogurt a temperatura per circa 8/10 ore. Purtroppo la mia yogurtiera non ha una spia di spegnimento pertanto predispongo un timer. Tuttavia, ce ne sono a decine tra cui scegliere, non sarà difficile trovarne una col timer incorporato.

Una volta pronto lo yogurt si può mettere in un contenitore col tappo (o se volete un porta yogurt refrigerantefacilmente reperibile con poca spesa) e poi riporre in frigorifero. Si consuma in pochi giorni. Noi di solito lo finiamo entro i due giorni successivi.

Tornando al confronto con lo YogurtMullerMix, posso asserire con fermezza che lo YogurtDiCasaMia è di gran lunga migliore (modestamente). Acquistando poi una scatola di cereali da 375gr da abbinare vi assicuro che il risparmio sarà notevole.

yogurt

Impara a cucinare …non è mai troppo tardi!

impara a cucinare
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Fino a qualche anno fa, per mancanza di tempo (è solo una scusa!!) e di fantasia l’alimentazione in casa nostra lasciava molto a desiderare.

Colpa senz’altro mia e della mia cucina “precotta”. Mi affidavo spesso alla praticità delle confezioni che trovavo al supermercato, alla facilità nella preparazione e allo spirito di adattamento della mia famiglia.

Certo quando poi andavo da mia suocera e la vedo spadellare e preparare ravioli e fettuccine fatti in casa, un po’ mi vergognavo. Quindi, qualche tempo fa, armata di buoni propositi e prendendo spunto dai suoi consigli “casalinghi” ho deciso che dovevo assolutamente rimediare a questa mia mancanza.

Mi sono iscritta ad un corso di cucina e piano piano, con tanta volontà e allenamento, ho imparato a cucinare. EUREKA!

Non disperate quindi! Non è mai troppo tardi, fatevi un regalo, che oltre ad insegnarvi a mettere in tavola un pasto sano vi permetterà anche di conoscere gente nuova, ed iscrivetevi ad un corso amatoriale di cucina.

Chissà che poi non ne esca anche qualcosa di più, come lo spunto per iniziare una nuova carriera?

E poi frequentando un corso di cucina, oltre che imparare cose nuove avrete l’opportunità di incontrare persone con i vostri stessi interessi e cucinare insieme sarà davvero divertente. Ancora meglio se deciderete di andarci in compagnia di un’amica, una sorella e, perché no, di vostro marito.

Avrete inoltre la possibilità di confrontarvi con chef professionisti, conoscere nuove ricette, procedimenti ed ingredienti sani, usare cucine professionali e prendervi del tempo per voi stessi e per la vostra crescita: sarà proprio un bel modo per imparare a farsi e a volersi del bene.

impara a cucinare

A questo punto, se deciderete di seguire il mio consiglio, potete cercare on line il corso che fa per voi nella vostra città (o dove preferite) su un sito di annunci.

Ad esempio, tra i tanti siti disponibili, il famoso sito di annunci gratuiti: Bakeca.it.

Su Bakeca.it, uno dei migliori portali italiani di questo tipo, potete cercare i corsi di cucina nella vostra città, oltre che moltissimi altri corsi di formazione professionali e corsi per il vostro divertimento personale.

Inoltre si possono trovare annunci immobiliari, di lavoro, auto usate e molto altro.

Il corso che state cercando lo potete cercare nella sezione Formazione -> Corsi e formazione professionale -> Turismo/ristorazione. Qui c’è un’offerta davvero ampia: trovate dai corsi di pasticceria e cake design, a quelli di cucina rapida o cucina vegetariana.

Cercate con cura il corso che fa per voi e chiedete informazioni direttamente dal modulo che trovate nel sito.

Ed ora vi basta ciance… mettervi ai fornelli e date via al divertimento! Buona alimentazione sana a tutti!

Non sarà una semplice frittata con Eggmaster

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eggmater

Eggmaster: è colorato, maneggevole e poco ingombrante.

Facile da utilizzare, veloce nei tempi, un valido aiuto in cucina per antipasti e contorni sfiziosi. Le uova avranno tutto un altro sapore e un altro colore.

Insomma non una semplice frittata.

eggmaster

I nostri bambini si divertiranno a preparare con noi ricette gustose. Occorre solo una presa elettrica, un uovo, pochissimo olio.

Poi potrete vivacizzare qualsiasi piatto con l’aggiunta di ogni tipo di ingrediente. Vi assicuro che dopo averlo provato la frittata avrà decisamente un aspetto meno “triste”.

E sì…questo utensile ci aiuterà a “svuotare” il frigo dagli avanzi dei giorni precedenti. Verdure, formaggi, affettati…tutto può diventare un piatto speciale con Eggmaster!

Forse vi starete chiedendo come. Allora passo direttamente a mostrarvi le ricette inventate da me e da mio figlio durante una piovosa domenica invernale.

Istruzioni : collegare Eggmaster ad una presa elettrica. Attendere che la spia verde sia accesa. Spruzzare pochissimo olio nella “camera antiaderente” tenendola in posizione orizzontale. Rompere all’interno un uovo o due. Dopo circa 6/8 minuti la “frittata” sarà pronta. Facile no?

PS  nella confezione troverete un ricettario con infinite idee di utilizzo!!

[Info dal sito: Eggmaster]

Etichette regalo per marmellate e conserve

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I regali più graditi ed apprezzati, soprattutto in tempi di ristrettezze economiche come questi, sono quelli realizzati in casa, risparmiando e personalizzando oggetti, presentando ricette gustose ed originali.

Queste simpatiche etichette regalo vi aiuteranno a rendere il vostro dono di Natale molto più originale del solito pacchettino anonimo!

Salva col Nome l’immagine e stampala!

…e considerando i pochissimi giorni che mancano al Natale, vi segnalo questa ricetta per una Marmellata di Arance 

Veloce, proposta da La Cucina di Nonna Papera, a cui ho “rubato” gli  Ingredienti:

  • 3 arance biologiche di grosse dimensioni, se sono piccole 4
  • 2 cucchiai di pectina, rapporto 1:1 (cammeo per confetture)
  • zucchero pari al peso delle arance cotte
  • 2 bicchieri di acqua

…interessante vero?? Ma per la preparazione vi segnalo la pagina de La Cucina di Nonna Papera dove troverete questa e decine di altre ricette gustose per il vostro Natale in famiglia!

Questo post partecipa al “Calendario dell’Avvento – Le Stelle di Natale

Una frittura perfetta, sana e croccante.

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Le regole per una frittura perfetta, sana e croccante. Patatine ma non solo!!

Quale olio?

L’olio migliore in assoluto per friggere è quello d’oliva extravergine. Fra quelli di semi, l’unico veramente adatto alla frittura è quello di arachidi, che resiste bene alle alte temperature. Questi due tipi di olio non si deteriorano eccessivamente durante la cottura.

Tuttavia, utilizzate sempre olio nuovo, evitando di riciclare l’olio già usato.

I vari miscugli di oli per friggere contengono tutti olio di girasole in grande quantità. Questo olio contiene una percentuale elevata di grassi polinsaturi che non sono indicati per la frittura. Quindi meglio evitarli. E soprattutto mai riutilizzarli una seconda volta.

Quale padella?

Non friggete nella normale padella a bordi bassi, tranne i cibi piatti (cotoletta, fettina di pesce ecc). A parte il rischio di schizzi (e se ci sono bambini in giro è proprio da prendere in considerazione), una padella contiene olio in quantità insufficiente. Questo fa sì che le patatine (o gli altri fritti) rimarranno molto attaccate fra di loro e non friggeranno bene, ma ci sarà anche un abbassamento notevole della temperatura dell’olio quando immergerete le patatine. A discapito della qualità della cottura e della quantità di grasso assorbito dal cibo.

Quindi, padella alta con cestello oppure friggitrice elettrica.

Per friggere cibi piatti (cotoletta, fette di verdure) potete utilizzare una padella bassa, però con una buona quantità di olio.

Come friggere?

E’ molto importante friggere le giuste quantità. Se mettete troppe patatine (o troppe frittelle o troppe verdure) nell’olio tutte insieme, si attaccheranno fra di loro e, ancora una volta, faranno scendere la temperatura provocando un eccessivo assorbimento di olio da parte del cibo. Per capirci, in una padella alta per fritto oppure in una normale friggitrice elettrica, la quantità giusta è di una grossa patata tagliata a patatine, oppure 2 patate medie.

Quale temperatura?

Non far mai raggiungere all’olio il punto di fumo (si vede dall’olio che emette fumo, appunto): inizia a deteriorarsi e non è più sano friggerci alcunché.

Patatine: Contrariamente a quanto si crede in generale, meglio non friggere le patatine a temperatura molto alta. Fanno in tempo a bruciacchiare fuori prima di essere cotte all’interno.

La temperatura ideale è sui 150°. Nessun problema con la friggitrice elettrica, con la padella a bordi alti invece controllate così la temperatura: buttate un pezzo di pane nell’olio. Se inizia a sfrigolare piano, con piccole bollicine, la temperatura è giusta. Se invece inizia subito un gran bollore, la temperatura è già troppo elevata. Volendo, potete cuocere le patatine in due volte: prima friggetele a 150° fino a quando sono leggermente dorate, poi scolatele. Portate la temperatura a 180° e friggete nuovamente per pochi secondi per formare una bella crosta dorata.

Deponete le patatine su un doppio strato di carta assorbente. Se vedete che c’è molto olio sulla carta, trasferite le patatine in un altro piatto, sempre con doppio strato di carta. Non copritele con altra carta perché l’acqua che evapora inumidisce le patatine e non saranno più croccanti. Cospargete con una presa di sale.

In pastella: la pastella è adatta per quei cibi che cuociono in fretta, come i pesci piccoli, le verdure a fette o la frutta. La temperatura giusta è di circa 170°, per permettere al cibo di cuocere all’interno senza che la pastella bruci.

Infarinato: semplicissimo e perfetto per tutti i frutti di mare, che non si disfano durante la cottura. Provate a mettere una manciata di farina in un sacchetto, introdurre i cibi (magari non tutti insieme se si tratta di grosse quantità!) e scuotere il sacchetto ben chiuso. Basterà poi scuotere il cibo per eliminare la farina in eccesso. Temperatura: vanno bene 180-190°.

Dolci: frittelle, bomboloni, biscotti. In questo caso conviene utilizzare olio di arachidi che ha un sapore abbastanza neutro. Le frittelle, generalmente preparate con pastella cremosa e un agente lievitante, gonfiano durante la cottura e possono assorbire molto olio. E’ più che mai necessario asciugare con ottima carta assorbente cambiandola almeno una volta se possibile.

Quante volte?

E’ ragionevole proporre il fritto, di qualunque tipo, patatine o altro, una volta a settimana, due al massimo. Meglio due volte il fritto casalingo di qualità che una sola volta il fritto magari in bustina, preparato con oli di dubbia provenienza, quasi mai indicati chiaramente in etichetta, oppure in un ristorante che difficilmente cambia il proprio olio ogni giorno.

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