Come si diventa blogger? Non chiedetelo a me!

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Infatti questo articolo è stato scritto di getto, non rispetta le regole SEO, è molto più lungo delle 300/400 parole consigliate, e nessuno studio di keyword e ottimizzazione è stato fatto.

Eppure ogni tanto mi chiedono “come si diventa blogger” ed io ho cercato risposte concrete e fattibili ma l’unica cosa che mi viene in mente di rispondere è “chiedi a chiunque altro, non a me!”

Non ho studiato informatica, o meglio ho frequentato l’Istituto Tecnico Commerciale con indirizzo sperimentale “programmatori” in cui ricordo a malapena dei monitor bui e tetri con una C:\ lampeggiante a cui dovevo dettare dei comandi.

La prima regola che ho imparato è stata che con C:\>format c: avrei perso tutti i miei dati, quindi ancora oggi scappo alla vista di qualsiasi comando somigli anche lontanamente alla parola format.

Durante la lezione di “calcolo computistico” imparavo a scrivere i numeri su rumorosissime macchine calcolatrici. Poi c’era la dattilografia, con il foglio a coprire le dita così imparavi la disposizione della tastiera (all’epoca ancora non sapevo che i primi sei tasti QWERTY in alto a sinistra sarebbero stati una delle password più gettonate al giorno d’oggi!) e poi la carta “carbone” e le cartine di bianchetto per correggere vendute in confezioni da 10.

E poi la stenografia! Oddio quanto la amavo. Tuttavia l’unico uso che a memoria ne abbia mai fatto è stato scrivere il mio diario segreto così che mia madre potesse non leggerlo.

Nel frattempo in casa mia arrivò un Commodore64. Non sto a raccontarvi la felicità di quel giorno e di tutti quelli a seguire. Praticamente ero come ipnotizzata dal monitor e la notte giocavo ad Pacman e Space Invaders con la stessa euforia con cui mio figlio adesso gioca a Uncharted oppure The last of us.

commodore64 blogger

Preso il diploma da Ragioniera “indirizzo Programmatori” che di programmazione sapeva ben poco, ho trovato lavoro. Ho cominciato scrivendo lettere con una vecchia olivetti e di nuovo carta carbone e bianchetto. Poi il telefax e la fotocopiatrice dopo qualche mese. Urca che traguardo!

Dopo poco anche il Computer e per lunghi anni, anche senza internet, questo mi ha aiutato a quadrare bilanci e scrivere lettere commerciali.

Ad un cero punto l’arrivo di internet e da lì è stata tutta una discesa. Un discesa a cui io reagivo cadendo e ruzzolando. Mai un corso di formazione né lezioni sull’argomento.

Ah se avessi avuto youtube con tutti i video tutorial che ci sono adesso. Invece persi dati irrimediabilmente, la connessione lentissima mi uccideva e per questo anche l’esplosione/elaborazione dei mastrini era infinita, poteva durare anche tutta la notte e chi ha lavorato con i bilanci dovrebbe saperlo!

L’ansia e il panico di fronte al monitor impallato e l’inutile sequenza Ctrl+Alt+Del che ormai il danno era fatto. Sbalzi di corrente, Floppy Disk corrotti, Hard Disk illeggibili.

A volte l’unica soluzione era pregare.

Ad un certo punto la mia decisione, improvvisa ma riflettuta da tempo di lasciare il lavoro e promuovermi a casalinga 24ore.

Lascerò correre per il momento i motivi e le reazioni di amici e familiari, magari ne seguirà un altro articolo in proposito, mentre vi dirò adesso come ad un tratto è nata una blogger al contrario.

Perché al contrario? Semplice, amo il mio sito, il mio sito nato dal nulla, da un (allora incomprensibile) programma FrontPage e dai molteplici tentativi, uno dopo l’altro, per riuscire a creare una prima pagina in codice html.

La magia di cambiare colore da #FFFFFF (bianco) a #000000 (nero) passando per #FFFF00 (giallo) e i <tag> e tutta una serie di regole imparate sul campo.

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Poi un forum e lì lo studio tormentato del linguaggio mysql e php, ogni nuova cosa diventava una sfida!

Infine WordPress e il sito che ho oggi, con la ricerca dei plugin per renderlo più bello e funzionale. Più semplice da gestire rispetto al codice html ma assai più impegnativo per la condivisione e l’ottimizzazione nei motori di ricerca. Ancora studio di digital marketing, di brand reputation, di SERP Management e la meraviglia e il fascino di poter curare Digital Storytelling attraverso il mio sito.

Eh sì, prima dell’avvento dei social, pensavo di essere la prima, unica e originale webmistress a trattare la gestione della casa in un certo modo (non ero presuntuosa ma orgogliosa del mio lavoro!) ma poi Facebook mi ha aperto gli occhi: la concorrenza cresceva, bisognava stare al passo con i tempi per non restare mai indietro.

Il web oggi è pieno di blog bellissimi e interessantissimi, dalle grafiche e dai template davvero originali. E li seguo con piacere perché mi piacciono le belle cose, mi piace imparare e aggiornarmi.

Non sarò all’altezza di blogger di grido, ma io amo il mio sito, con tutti i suoi difetti. E credetemi, ne ha troppi, così tanti che Google Search continua a notificarmi cose che non comprendo e spero che prima o poi si stancherà di farlo.

Amo il mio sito perché mi ha consentito di crescere e di imparare, ha stimolato la mia curiosità (non che ne avessi bisogno intendiamoci!) e mi ha permesso di raggiungere obiettivi che mai avrei creduto.

Anche dopo oltre 10 anni di sito online non mi sento affatto un’esperta di seo-bloggercomunicazione digitale, anzi!

Anche dopo tanto tempo ogni giorno imparo qualcosa, un termine nuovo, una regola, un trucco digitale, una parola chiave (ops…keyword!) e ancora, SEO, SEM, social influencer, social media manager, e poi e poi…

Insomma non credo affatto di far parte di questa era digitale, mio figlio lo è! Lui si col suo canale Youtube e la sua carriera sportiva su Fifa! On line con gli amici 24h via whatsapp o snapchat.

Che poi sto Snapchat giuro non lo capisco. Si carica un video di pochi secondi, che poi scompare dopo qualche ora. Ma scherziamo? No, non fa per me. Io adoro Instagram, io devo fermare il tempo, devo imprimere i miei momenti.

Finora vi ho parlato della blogger che è in me, quella che risponde alle email agli orari più impensati, che mentre stira pensa al prossimo articolo e che continua a “curiosare” alla ricerca di nuovi mondi digitali da esplorare. Ma esiste sempre una personalità opposta.

Quella che ama la carta stampata, che ama i diari e le agende, che ama scrivere a mano, pensieri, ricette, emozioni, che si sforza di migliorare la sua calligrafia, quella che raccoglie e mette da parte i biglietti del cinema e dei baci perugina, quella che sceglie la penna in gel come se stesse comprando un diamante, e usa nuovi quaderni ogni volta.

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Poi mi piace prendere il caffè al bar da sola o con le amiche, mentre il caffè su whatsapp mi soddisfa poco. Mi piace leggere un libro, e mentre lo sfoglio annuso le pagine ruvide. L’Ebook-Reader è chiuso in un cassetto.

Insomma come si diventa blogger? Raggiungendo l’equilibrio tra la vita online e quella offline, la mia oscilla sempre, a volte più da una parte, altre volte più dall’altra.

Comunque, per non sbagliare potrò sempre continuare a rispondere “faccio la casalinga” a chiunque mi chiederà quale sia la mia occupazione,… anche se dentro di me saprò di essere/valere molto di più.

PS alle aspiranti blogger dico: buttatevi, sperimentate, sbagliate, create, non mollate, costruite, informatevi, studiate e soprattutto ….divertitevi!

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Ciao sono Giorgia, ti do il benvenuto in questo Condominio.
Qui troverai tips, rimedi, risorse utili, simpatici prospetti e planner per ottimizzare il tempo e gli spazi, nonché consigli utili per una gestione domestica più organizzata.
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2 Responses to Come si diventa blogger? Non chiedetelo a me!

  1. Geek Girl ha detto:

    Amo questo blog! È sempre pieno di consigli utili. Spero che un giorno anche il mio diventi interessante e ricco di contenuti brillanti, proprio come il tuo…

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