GLI INGREDIENTI
Sull'etichetta sono
elencati obbligatoriamente tutti gli
ingredienti che compongono il prodotto,
che devono essere ben individuabili e
devono essere elencati in ordine
decrescente: al primo posto quello
presente in quantità maggiore e via via
fino a quello presente in quantità
minore, in modo da dare un'idea chiara
della composizione del prodotto. Se si
tratta, però, di alimenti composti da un
solo ingrediente non è necessario
specificarlo, perchè risulta
comprensibile già dalla denominazione
del prodotto: tutti sappiamo, ad
esempio, che il latte è latte e basta.
Anche gli additivi sono considerati
ingredienti e, vista la loro minima
quantità, sono segnalati per ultimi. |
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NOVITA':
Una nuova disposizione
comunitaria prevede che
le etichette indichino
anche la presenza di
allergeni, sostanze che
potrebbero essere nocive
per i
soggetti
allergici.
Gli
allergeni più comuni
sono: cereali contenenti
glutine (grano, segale,
orzo, avena, farro),
crostacei, uova, pesci,
arachidi, soia, latte
(anche lattosio), frutta
secca con guscio
(mandorle, nocciole,
noci, anacardi,
pistacchi), semi di
sesamo, sedano, senape,
anidride solforosa e
solfiti. Nonostante sia
evidenziata la presenza
di queste sostanze,
rimane però
l'eventualità di
contaminanti allergenici
venuti a contatto con
gli alimenti durante la
lavorazione.
A questo
proposito la legge
permette di riportare
sulle etichette la frase
generica "può contenere
tracce di...". |
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Leggere sempre
l'ELENCO degli ingredienti!
Controllare il
tipo di ingredienti : un
panettone sarà di migliore
qualità se è stato adoperato
burro anzichè margarina (meno
costosa).
Leggere bene le
informazioni complementari: su
una scatola di tonno sott'olio,
l'indicazione "lavorato fresco"
è un'informazione non
obbligatoria ma utile perchè
qualifica il prodotto:
generalmente infatti si adopera
tonno congelato.
Sull'olio
l'indicazione di "prima
spremitura a freddo" lo
qualifica come prodotto
migliore.
Per i pesci
congelati venduti sfusi la
percentuale di glassatura, cioè
della copertura di ghiaccio che
è considerata tara, deve essere
indicata su un cartello.
Inoltre, nei
prodotti surgelati è
obbligatorio riportare le
modalità di conservazione.
Nei ristoranti si
può servire ai clienti acqua di
rubinetto trattata con filtri e
servita in caraffa, ma, in
questo caso, sulla caraffa dovrà
essere riportata l'indicazione
"acqua potabile trattata",
oppure "trattata e gassata", se
addizionata di anidride
carbonica. |
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LA DATA DI SCADENZA
La dicitura "DA
CONSUMARSI PREFERIBILMENTE ENTRO IL..."
è la data di preferibile consumo (o
termine minimo di conservazione) fino
alla quale il prodotto alimentare
conserva le sue specifiche
proprietà in adeguate condizioni di
conservazione.
La dicitura "DA
CONSUMARSI ENTRO IL..." è il termine
perentorio entro il quale il prodotto
deve essere consumato ed è obbligatorio
per i prodotti altamente deperibili dal
punto di vista microbiologico.
L'alimento non può
assolutamente essere posto in vendita
dopo tale data di scadenza.
Il termine minimo di
conservazione e la data di scadenza
restano validi se il prodotto è
adeguatamente conservato (in ambienti
adatti, alle temperature previste,
lontano da fonti di calore, in luoghi
asciutti): in caso contrario i processi
di alterazione possono essere
sensibilmente accelerati e l'alimento
potrà risultare "avariato" anche molto
prima di quanto previsto. |
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GLI
ADDITIVI
sono divisi in varie
categorie e hanno
diverse funzioni. I
conservanti servono per
impedire lo sviluppo di
sostanze che alterano il
prodotto e che possono
nuocere alla salute; gli
antiossidanti hanno
soprattutto la funzione
di evitare che il colore
del prodotto subisca
variazioni; gli
emulsionanti servono per
legare bene i grassi e
l'acqua; gli addensanti
e i gelificanti rendono
il prodotto spalmabile e
pastoso; gli
stabilizzanti
trattengono l'umidità
del prodotto e lo
amalgamano meglio; gli
antiagglomeranti
impediscono che nel
prodotto si formino
grumi; gli acidificanti
danno il gusto acidulo;
gli esaltatori di
sapidità rinforzano il
sapore; i sali di
fusione facilitano la
fusione di diversi
formaggi e infine i
coloranti servono,
ovviamente, per
colorare.
Sull'etichetta,
talvolta, si può trovare
il nome degli additivi,
altre volte la
corrispondente sigla
europea "E" seguita da
un numero, ad esempio
E471. L'elenco degli
additivi e dei coloranti
con l'indicazione delle
relative sigle può
essere richiesto alle
Associazioni dei
consumatori.
Gli
additivi indicati in
etichetta sono tutti
autorizzati dall'Unione
Europea e sono
utilizzati dai
produttori solo se
necessario e secondo le
dosi prescritte |
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L'ETICHETTA
NUTRIZIONALE
Sulla confezione di alcuni
prodotti è talvolta riportato,
in una apposita etichetta
nutrizionale, il contenuto dei
grassi e delle calorie.
Questa
informazione non è sempre
presente in quanto l'etichetta
nutrizionale è facoltativa, ma
diventa obbligatoria quando il
produttore vanta qualche
caratteristica nutrizionale o
dietetica del prodotto: "senza
zucchero", "con meno grassi",
"più leggero", "a basso
contenuto di colesterolo".
In presenza di tali diciture
accattivanti o, comunque, di una
"informazione nutrizionale",
l'obbligo riguarda anche
laboratori artigianali ed
esercizi alimentari come
pasticcerie, gelaterie,
rosticcerie, snack bar e negozi
che vendono al pubblico prodotti
sfusi.
L'etichetta
nutrizionale riporta una
dichiarazione relativa al
contenuto di grassi, proteine,
carboidrati, vitamine, minerali
e fibre a seconda della
caratteristica vantata. Dal
semplice elenco degli
ingredienti di una normale
etichetta, infatti, il
consumatore non potrebbe capire
la quantità degli stessi che
devono essere dichiarati
soltanto in ordine decrescente
di peso, senza che questo sia
indicato con precisione.
Sull'etichetta
nutrizionale vitamine e minerali
possono essere riportati solo se
presenti in quantità
significative e devono essere
espressi come percentuale della
razione giornaliera
raccomandata: così, se in 100
grammi di alimento vi sono 20
milligrammi di vitamina C,
l'informazione nutrizionale
indica che questi coprono il 33
per cento del fabbisogno
giornaliero di vitamina C che è
di 60 milligrammi.
La percentuale
può essere espressa anche
mediante un grafico.
E' obbligatorio,
inoltre, riportare la quantità
di acidi grassi saturi quando si
indica la quantità di acidi
grassi polinsaturi, monoinsaturi
o di colesterolo, dal momento
che il consumatore potrebbe
essere ingannato se si
nascondesse il valore elevato
dei grassi saturi che vanno
consumati con parsimonia,
esaltando quello non elevato di
polinsaturi e monoinsaturi,
considerati più benefici per la
salute.
Infine, se c'è
un'indicazione relativa a
particolari tipi o componenti
dei grassi, vanno indicati i
grassi totali, così come
l'indicazione di zuccheri, amido
e polialcoli deve essere
preceduta da quella dei
carboidrati totali, della cui
famiglia fanno parte.
Un'altra
indicazione molto importante
dell'etichetta nutrizionale è
quella del numero di calorie che
consente al consumatore di
sapere anche "quanto" mangia.
Informazione importante
soprattutto per chi sta a dieta. |
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Agricoltura Biologica |
O.G.M. |
L'Etichettatura |
I
"prodotti da agricoltura
biologica": Un Regolamento
comunitario ha stabilito che
devono essere confezionati e
recare in etichetta la dizione
"Agricoltura biologica - Regime
di controllo CEE", con
l'indicazione dell'organismo di
controllo. Devono essere
ottenuti senza l'impiego di
antiparassitari chimici di
sintesi e non devono contenere
ingredienti geneticamente
modificati. |
Gli
alimenti "geneticamente
modificati", piu' comunemente
detti "transgenici", devono
essere riconoscibili con
un'appropriata dizione in
etichetta o nell'elenco degli
ingredienti.
La legislazione
riguardante i prodotti
transgenici, tuttavia, è in
evoluzione. |
L'etichettatura
è regolamentata dal decreto
legislativo 27 gennaio 1992 n.
109. Art. 3 del D.L. n.109
elenco delle indicazioni dei
prodotti preconfezionati
- Denominazione di
vendita
- Elenco degli
ingredienti
- Quantità netta
- Termine minimo
di conservazione (data di
scadenza)
- Il nome o la
ragione sociale e la sede del
fabbricante
- La sede e lo
stabilimento di produzione
- Il titolo
alcolimetrico volumico per le
bevande aventi un contenuto
alcolico superiore a 1,2% in
volume
- Lotto di
appartenenza del prodotto
- Modalità di
conservazione
- Istruzioni per
l'uso, ove necessario
- Luogo di origine
o di provenienza |
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